Meditazione


loto-indio-artisticoMeditazione… se ne parla tanto, se ne scrive tanto.. Leopardi diceva: “il meditare una cosa è una continuazione del semplice averne o pigliarne cura” Infatti, l’etimologia della parola “Meditare”, dal latino “medeor”, significa “medicare, curare”… Si fa presto, su questa riflessione, a capire che il termine, in occidente, viene impropriamente usato per indicare qualcosa su cui riflettere, su cui quasi ammonirsi o ammonire qualcuno… quando invece il significato profondo è ben altro! Per questo motivo per molti di noi la Meditazione, come concetto, viene travisato, riesce difficile… si pensa subito:”Ma perchè?! Che ho fatto?! Su che dovrei meditare?!” E subito la mente impazza facendo su e giù nella linea temporale della nostra vita, a cercare cosa c’è di sbagliato in noi su cui bisogna meditare, per porvi rimedio!

^^’ Lo facciamo! ..Difatti molti desistono dopo pochissimo. Perchè?

E’ la “mente scimmia”, come amo definirla.. che non fa che saltare da un pensiero all’altro, portandovi persino alla figuraccia del mese scorso dove per scendere dall’autobus stavate investendo una vecchietta.. e questo non è male.. la mente è così, bisogna accettarla, fa parte di noi, con il tempo si impara ad educarla!

Lei deve servire noi.. non il contrario 😉 La “mente scimmia” che già  di base non è mai tranquilla, quando le si chiede il silenzio da il meglio di se :mrgreen:  comincia ad urlare, straparlare.. e da lì inizia il conflitto tra mente e io.. “uff.. stai zitta, non vedi che sto meditando? stai sempre lì a pensare, che pensi? cosa dici? discorsi senza senso e io qui che ti ascolto!!!”

Non si riesce proprio a zittirla e più ci provi peggio sarà … per non parlare poi di tutti i bisogni che riesce a tirare fuori il nostro disagio: “Oh Dio.. mi devo grattare.. devo starnutire.. devo fare la pipì!”  😛 e giù di giudizi “non sono brava, non la so fare la meditazione, non fa per me!”  😆 Torniamo al vero significato della parola “Medeor, Medicare, Curare” … “Eh.. ma cosa c’è da curare?!” (la mente scimmia, lei vuole sempre risposte, parole, parole e parole.. fiumi ne vuole!)

Meditare su se stessi, Medicare se stessi, Prendersi cura di se, Portare a se l’attenzione e la cura.
Ovvero: Amati e Non Giudicarti.
(questa è la “morte” dell’ego)

La nostra cultura occidentale, per vari motivi che non starò qui a sondare, ci ha inculcato l’idea che bisogna prendersi cura degli altri, avere amore e compassione per gli altri (non che questo sia sbagliato, anzi), vivere per gli altri, amare gli altri.. scordandosi, ma poi chissà  se era proprio una dimenticanza, che per fare tutto questo, ognuno di noi, deve prima amare se stesso!

Se tu non ti ami, ti giudichi, pensi di essere sbagliato, sei pieno di risentimento e rabbia, oppure spaventato da tutto tanto da rifugiarti in qualcuno, tu non stai amando.. stai seguendo uno schema, un programma, qualcosa di prestabilito, un bisogno indotto, dettato da insicurezze di fondo (che non starò qui a sondare da dove vengano).

La meditazione è uno strumento, uno strumento che ci aiuta a guardare a noi stessi, a guardarci dentro, nel profondo spazio insondato da sempre, che forse intravediamo solo nei sogni.

Ci aiuta a tirare fuori gli “scheletri dall’armadio” che non eravamo coscienti di avere.. per guardarli bene in faccia, scoprire che la nostra rabbia ha il volto di nostro padre, che la disperazione ha il volto di nostra madre, che l’insicurezza ha il volto di noi bambini.. capire l’origine della loro presenza dentro il “nostro armadio” andare a scavare bene, a fondo..

Molte persone rinunciano alla meditazione quasi subito, perchè questa, “inspiegabilmente” gli innesca sentimenti di rabbia, che inizialmente non comprendono.. danno la colpa al fatto di stare fermi tanto a lungo, alla posizione, al cuscino scomodo.. oppure pensano di non essere adatti ad una vita profonda e spirituale..  gettando la spugna..

Ciò che queste persone non sanno è che la Meditazione li stava liberando!  La meditazione non è un tappo, che fa sparire decenni di sentimenti repressi.. no, lei li tira fuori.. tra questi c’è la rabbia.. c’è il dolore o la pace repressa… si, la pace repressa!  😀 Tutto ciò che scaturisce da una meditazione è tutto ciò che non ci permettiamo di mostrare a noi stessi e agli altri, normalmente, perchè quel particolare tipo di emozione ci fa sentire sbagliati, giudicati… perchè quel tipo di emozione lo colleghiamo con qualcosa che rappresenta la debolezza (programmi), l’incapacità  di controllo, o di lasciarsi andare… Quello che importa sapere quando si intraprende un cammino di meditazione è che TUTTO CIO’ CHE NE VIENE FUORI VA BENE!

Doveva venire fuori comunque, prima o poi, ma meglio che venga fuori così che in un raptus incontrollato…

Niente giudizio.. accetta la rabbia che senti, accetta il dolore che senti piangi se ne hai voglia non trattenerti, non giudicare ciò che viene alla tua mente, non cercare di imbrigliare la mente… lasciala andare.. quando finalmente avrai imparato a non giudicarti lei avrà  smesso il suo potere sulla tua pace! Impara, nella meditazione, ad essere uno spettatore di te stesso… osserva la tua mente, osserva i tuoi pensieri.. osserva, senza giudizio!

La meditazione non è controllo, la meditazione è semplice lasciarsi andare in se stessi… come se si galleggiasse nell’acqua di uno splendido mare azzurro con il sole che ci scalda e le onde che ci cullano.. questo è meditazione.. e si raggiunge quell’apice ad un certo punto.. quando finalmente avrai imparato ad osservarti con distacco e senza giudizio, e lì sarai in pace, in TE, avrai visto dentro di te la rabbia, l’orrore, la disperazione, tutti i traumi che avevi represso, avrai ricordato tutto… e dopo avrai imparato ad accettare tutto questo, avrai imparato che queste cose ti sono servite in quel dato momento, e che adesso non ti servono più, adesso è ora di lasciare andare tutto quello che è stato, ed è ora di andare avanti… e quando avrai fatto chiarezza di questo dentro te stessa, ecco che arriverà  la quiete del mare.. o se preferisci un lago 😉 la tua quiete…

Questo non significa che non ti arrabbierai più, che anche tu non esploderai in qualche occasione.. vuole solo dire che ti sei lasciato alle spalle il passato, che vivi solo nel presente, e nel presente ci si può arrabbiare.. dirlo al diretto interessato (che molto spesso altro non è che uno specchio), e poi andare avanti! 😀 E qualunque cosa accada, qualsiasi “ingiustizia” ti colpirà , qualsiasi incomprensione la vita ti abbia riservato… a quel punto non avrà  più importanza, imparerai che tutto fa parte di un processo di evoluzione, che ogni singola esperienza non è altro che esperienza, un gradino che ti porta più in alto nella tua (personalissima) scala dell’evoluzione spirituale, della tua consapevolezza, che non sarà  mai uguale a quella di nessuno, che non sarà  migliore, ne peggiore, solo TUA.

Più sarai in te più salirai gradini verso il cielo… il mare è solo un suo riflesso..

 

Namastè

“Quando è la mente a conoscere, lo chiamiamo sapere.
Quando è il cuore a conoscere, lo chiamiamo amore.
E quando è l’essere a conoscere, la chiamiamo meditazione.” (Osho)

Informazioni su Daniela (Animessere)

La comunicazione, che sia verbale o non verbale, gioca un ruolo fondamentale in tutti i settori della vita. Un'immagine può rivelare molte cose, una parola detta nel modo e nel momento giusto può fare la differenza, come anche uno sguardo, un'abbraccio. Alla base di questo c'è l'individualità, perchè ogni persona è unica, e nella sua unicità va colta la sua essenza, la sua verità , il suo mondo. Sull'individualità  si fonda l'intera esistenza, l'omologazione rende schiave le persone e la loro vera essenza. Amo ascoltare o condividere momenti con le persone, e penso che la comunicazione sia l'unica via per un modo migliore, che questa avvenga tramite le parole, uno sguardo o un'abbraccio sincero. Amatevi ed Amate, senza ritegno!