La responsabilità di sè nella relazione


E’ una voce che gira da parecchio ormai, eppure ogni tanto ce ne dimentichiamo. “Sii responsabile di Te stesso” ..Respons-abile… abile di rispondere, di chi? Di te.

Questo vale nella vita in generale certo, ma soprattutto nelle relazioni. Si parla infinitamente di specchio e molte volte con un modo così cruento che mi chiedo che fine faccia a volte la nostra sensibilità alle fragilità (momentanee) altrui.

Si nota qualcosa di “fragile” nell’altro ad esempio l’emotività, la rabbia, la tristezza.. ed invece di avere rispetto per il lavoro interiore che quell’anima sta portando avanti, magari senza alcun aiuto, non si fa altro che puntargli il dito contro. A questo punto a me viene spesso in mente lo specchio, perchè quando sono testimone di questa cosa mi chiedo se chi non fa che parlare di specchi si accorge di quanto il suo modo di affrontare quel tipo di emozioni umane, che tutti proviamo, è molto distruttivo, giudicante, e che non fa altro che far crescere in sè e nell’altro il conflitto.

La responsabilità di sè sta proprio qui, in questo piccolo frammento di intuizione.

Se una persona che conosci e che ami è arrabbiata, devi aiutarla a liberarsene, non a rifuggirla tramite il conflitto che procura l’impatto del tuo ego contro quello dell’altro, nel momento in cui giudica l’attuale stato delle cose. Perchè quando si è innamorati di qualcuno, è facile cadere nella trappola del “non gli piaccio se sono arrabbiato, allora devo smettere” solo che non è così semplice, non c’è un telecomando per l’inconscio, e più tu IRRESPONSABILMENTE vuoi agire sulla rabbia dell’altro, più lo danneggi. E non stai guardando lo specchio. Perchè ti spaventa o infastidisce tanto una persona arrabbiata? Perchè ti tocca? Perchè vuoi che indossi subito una maschera felice? Cosa non vuoi vedere di te stesso cercando di cambiare le emozioni dell’altro?

Ti giudichi così tanto da non permetterti la rabbia, perchè ti hanno sempre detto che chi si arrabbia diventa brutto e cattivo, che non va bene arrabbiarsi, è un’emozione antisociale la rabbia, giusto?

Però c’è. Esiste. Non la puoi strappare via dal corpo del tuo amato o della tua amata, così come non puoi strappare via la paura, la tristezza o il dolore, sono tutte cose che ognuno deve lavorare da sè. Invece puoi agire alla grande sui tuoi atteggiamenti, il modo di vivere nella relazione, renderti cosciente dei tuoi limiti, lavorare su quelli.  Questa è la responsabilità di sè. Sentire ed avere coscienza di ciò che provi, avere la capacità e la forza di comunicarlo a chi hai vicino, essere consapevole di sentire quella data emozione, che prima o poi svanisce se nessuno la giudica.

Voglio essere chiara su questo punto, perchè per moltissimi non lo è. Se l’emozione in questione viene giudicata, questa cresce, ed amplifica il conflitto interiore, proprio a causa del fatto che a giudicarla è qualcuno che amiamo, qualcuno la cui stima per noi è importante. Da ciò puoi dedurre che se amplifichi per egoismo il conflitto dell’altro, non puoi certo aspettarti una relazione piena di pace ed armonia. In pratica desideri ciò che non crei? Desideri ciò che fai di tutto per non realizzare.

Per paradosso “sei tu” che porti il conflitto nella coppia o in generale, nelle relazioni.

Bisogna avere rispetto delle ferite altrui e nessuna fretta a vedere “la sua stanza” ben ordinata… pensa alla tua.

Come ti sentivi quando eri un bimbo, accadeva qualcosa di “brutto” che ti faceva arrabbiare molto ed i tuoi genitori ti rimproveravano, magari anche molto bruscamente o violentemente, per questa tua rabbia, che volevano a tutti i costi reprimerla, perchè tu dovevi fare “il bravo”. Come ti sentivi? Eri costretto ad ubbidire perchè il rischio era “la morte” .. il bambino così si percepisce quando viene aggredito dalla fonte della sua stessa sopravvivenza.. impotente, inerme, solo, incompreso, ancora più arrabbiato ma non lo può dire, e comincia ad odiarsi profondamente perchè se papà e mamma dicono che sbaglia ad “essere” e sentire quelle cose, allora loro hanno ragione e lui “E’ SBAGLIATO, E’ STORTO, DEVE ESSERE AGGIUSTATO.”…

Questo crea una profonda ferita ed un conflitto immenso. Da adulti però siamo liberi, o meglio… dovremmo sentirci liberi di SENTIRE ciò che sentiamo in santa pace, ed avere la possibilità di elaborarlo in santa pace, rispetto a quando eravamo impotenti, piccoli, inermi..

E’ come chi si lamenta dei lamentatori. Uno si lamenta della rabbia di un’altro perchè non è capace di dare sfogo alla sua.. e certe volte capita che chi è già arrabbiato si debba caricare anche quella dell’altro, che non è capace di vederla in se stesso.

Trovarsi accanto un compagno o una compagna che ti punta il dito proprio come faceva papà o mamma, può essere piuttosto dura… se poi a farlo è una persona che sta facendo un percorso, proprio come te, diventa anche più pesante, specie se si è dimenticato la sua responsabilità.. di sè…

La respons abilità, abilità di rispondere alla tua di rabbia, e l’ossessiva necessità di controllarla che hai, che attraverso di me si “MOSTRA”.

Ti mostro il MOSTRO.

L’Amore non è “Ti Amo quando sarai perfetto perchè diversamente ti uccido con i miei giudizi e le mie ossessioni di perfezione, oppure ti punisco perchè ho pervertito così tanto la mia rabbia da agire compulsamente e sadicamente”

L’Amore è “Ti Amo proprio come sei, ti lascio il tuo sacro spazio di sperimentare te stesso, la tua intima essenza i tuoi dolori, le paure e la rabbia, perchè tu possa trasformarle con i tuoi tempi e modi, e se avrai bisogno di me io sarò qui, che a mia volta farò esattamente la stessa cosa di me.”

Se vedi un controllore in me, osserva bene che un controllore anche più esigente c’è in te.

(non sto qui discorrendo di patologie, ma di momenti della vita. Non ho le “competenze” per parlare di cose così profonde come le patologie)

Detesto fare questo tipo di discorsi, perchè mi ricorda quasi “occhio per occhio e dente per dente” dell’asilo… 😆

Strane associazioni.

Oggi sono innamorata: della vita, delle persone che incontro, dell’amore, dell’uomo che amo anche se non lo sa, dei detestabili specchi, della mia umanità, delle mie fragilità, delle tue fragilità, della tua umanità.

Ti Amo.

Grazie


Informazioni su Daniela (Animessere)

La comunicazione, che sia verbale o non verbale, gioca un ruolo fondamentale in tutti i settori della vita. Un'immagine può rivelare molte cose, una parola detta nel modo e nel momento giusto può fare la differenza, come anche uno sguardo, un'abbraccio. Alla base di questo c'è l'individualità, perchè ogni persona è unica, e nella sua unicità va colta la sua essenza, la sua verità , il suo mondo. Sull'individualità  si fonda l'intera esistenza, l'omologazione rende schiave le persone e la loro vera essenza. Amo ascoltare o condividere momenti con le persone, e penso che la comunicazione sia l'unica via per un modo migliore, che questa avvenga tramite le parole, uno sguardo o un'abbraccio sincero. Amatevi ed Amate, senza ritegno!